PREVISIONI METEOROLOGICHE: “QUANDO IL METEO SBAGLIA DAVVERO?”
Spesso diciamo “il meteo aveva previsto pioggia e non è piovuto, quindi ha sbagliato”, ma la questione è più complessa.
Bisogna distinguere tra previsione deterministica (“domani pioverà”) e previsione probabilistica (“c’è una probabilità del 60% di pioggia”), tra errore del modello e interpretazione dell’utente, e soprattutto considerare quanto lontano nel futuro guardiamo.
Evitiamo il luogo comune “i meteorologi sbagliano sempre”: la realtà è, infatti, molto più affascinante.
Le principali fonti istituzionali e scientifiche riguardo le previsioni meteorologiche sono: Aeronautica Militare, ECMWF ( Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine) e NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration).
Il punto centrale è che le previsioni meteo possono sbagliare, e non per un semplice “errore del meteorologo”: l’atmosfera è un sistema estremamente complesso e piccoli errori nelle condizioni iniziali possono amplificarsi con il passare del tempo.
1. La previsione non è una certezza, ma una stima con un margine d’errore.
I modelli meteorologici utilizzano enormi quantità di dati e simulazioni numeriche. Tuttavia, non è possibile conoscere con precisione assoluta lo stato dell’atmosfera in ogni punto: questa incertezza iniziale si ripercuote sulla previsione. NOAA sottolinea proprio che l’incertezza è una componente intrinseca di ogni previsione.
2. Più ci si spinge avanti nel tempo, maggiore diventa generalmente l’incertezza.
L’ECMWF spiega che, aumentando l’orizzonte temporale, diminuisce la capacità predittiva del modello di individuare correttamente intensità, posizione e tempistica degli eventi atmosferici.
Un dato divulgativo della NOAA rende bene l’idea: una previsione a 5 giorni può essere corretta circa il 90% delle volte, quella a 7 giorni circa l’80%, mentre oltre i 10 giorni l’affidabilità scende indicativamente intorno al 50%. Sono valori generali, non una regola valida per ogni località e ogni fenomeno.
3. Anche una previsione a breve termine può sbagliare.
Il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare mostra, per esempio, che nelle proprie verifiche la probabilità di successo della previsione di pioggia varia dal 60% nelle prime 12 ore al 50% a 72 ore; al contrario, la previsione di assenza di pioggia presenta una probabilità di successo superiore al 90% nell’intervallo considerato.
Prevedere “40% di probabilità di pioggia” non significa che la previsione abbia sbagliato se alla fine non piove, esprimeva una probabilità non affermava che sarebbe sicuramente piovuto.
4. Il problema è particolarmente evidente con i temporali.
Fenomeni molto localizzati possono essere difficili da prevedere con precisione: il modello può individuare una situazione favorevole alla formazione di temporali senza riuscire a stabilire con esattezza dove e quando colpirà un singolo temporale. È uno dei motivi per cui può piovere intensamente a pochi chilometri di distanza mentre nella propria strada non cade una goccia.
5. Le previsioni probabilistiche sono una risposta all’incertezza.
L’ECMWF spiega che una previsione probabilistica non dovrebbe essere giudicata semplicemente come “giusta” o “sbagliata”: la sua qualità si valuta su grandi campioni, verificando se le probabilità comunicate corrispondono effettivamente alla frequenza con cui gli eventi si verificano.
